|
Malattie Generiche
Impetigine: foto, sintomi,
trasmissione, cura e prevenzione
L’impetigine (impetigo in inglese) è una infezione acuta che
colpisce la pelle, generalmente del viso e degli arti. In caso
compaiano anche bolle si parla di impetigine bollosa. Compaiono
inizialmente vesciche ripiene di liquido chiaro principalmente
su viso, braccia e gambe; le vesciche successivamente si rompono
e si forma una crosta gialla o bruno giallastra (vedi foto
impetigine) che si stacca facilmente. La pelle adiacente alla
crosta può arrossarsi particolarmente e provocare forte prurito.
L’impetigine può a questo punto estendersi su altre zone del
corpo.
E’ una malattia molto comune tra i bambini in età pre-scolare ed
una cattiva igiene è un rilevante fattore di rischio. Talvolta
prende il via da eczemi, micosi, punture di insetti, pediculosi,
herpes, …

Cause
L’impetigine è causata normalmente dallo Staphylococcus aureus,
ma in altri casi i batteri responsabili sono lo Streptococcus
pyogenes
(anche chiamato Streptococco beta-emolitico di gruppo A).
Sintomi
La malattia di norma si manifesta inizialmente attorno al naso e
alla bocca (ma altre sedi possono essere coinvolte se
interessate da una lesione, puntura d’insetto, ,,,) con piccole
papule rosse che si trasformano in vescicole contenenti un
liquido sieroso che in seguito diventa torbido. Le vescicole
rompendosi lasciano il posto a piccole ferite che vengono
ricoperte da croste giallo-marroni, molli, da cui può uscire
pus. Le lesioni si estendono quindi in altre zone del corpo.
Trasmissione
Il contagio avviene per contatto con le lesioni di un malato di
impetigine o con le sue secrezioni nasali, mentre non sono
contagiosi su cute integra eventuali batteri presenti nell’aria.
E’ bene prestare attenzione anche a biancheria, asciugamani,
vestiti, …
Pericoli
Se non adeguatamente curata l’impetigine potrebbe provocare
infezioni più pericolose a carico degli organi interni (rene su
tutti), mentre le porzioni di pelle colpite dall’infezione
potrebbero rimanere più chiare e con eventuali cicatrici.
Cura e terapia
Nessuna cura va iniziata su un bambino senza un consulto del
pediatra; di norma questi prescriverà creme antibiotiche (la
mupirocina, Bactroban e Mupiskin i suoi nomi commerciali, è uno
fra gli antibiotici di elezione). Particolarmente recente è
l’introduzione sul commercio in Italia una nuova formulazione a
base di retapamulina, Altargo il nome commerciale, che promette
una guarigione nel giro di 5 giorni con due applicazioni
giornaliere. In taluni casi è necessario il ricorso ad una
terapia sistemica, ossia attraverso antibiotici per bocca o
attraverso iniezioni. Di norma l’applicazione dell’unguento
antibiotico ha maggiore efficacia se applicato come segue:
Impregnare una garza sterile con soluzione disinfettante (da
sostituire con soluzione fisiologica se l’area da trattare è
attorno agli occhi, narici o labbra) e fare un impacco sulle
croste fino a favorirne il distacco.
Rimuovere in questo modo tutte le croste ed applicare abbondante
crema, anche nelle zone limitrofe.
Ripetere l’applicazione 2 o 3 volte al giorno secondo il parere
medico e coprire la zona trattata con un idoneo cerotto.
In caso di comparsa di febbre è necessario rivolgersi
immediatamente al medico curante.
Prevenzione
Grattarsi un’area infetta e poi toccare la pelle sana è sicuro
veicolo d’infezione, è quindi fondamentale lavarsi accuratamente
le mani dopo il trattamento ed eventualmente istruire il bambino
a non grattarsi nonostante l’eventuale prurito. Può inoltre
essere utile tenere unghie ben corte, cambiare spesso vestiti e
biancheria, lavare spesso le mani con sapone. Tutti gli oggetti
venuti a contatto con la persona infetta devono essere
accuratamente lavati e non devono venire a contatto, per quanto
possibile, con i restanti membri della famiglia. Più in generale
una cattiva igiene può favorire l’instaurarsi dell’infezione,
quindi una corretta igiene personale rappresenta un’ottima arma
di difesa nei confronti della malattia.
Riammissione a scuola
E’ importante che, una volta ricononosciuta la malattia, il
bambino non torni a scuola e non venga a contatto con altri
bambini fino ad un giorno dopo l’inizio della terapia.
Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .
torna BAMBINI
torna
a malattie
torna a index |