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Appendicite: sintomi, diagnosi, dieta e terapia



In sintesi
L’appendicite è un doloroso gonfiore dovuto ad infezione dell’appendice (anche chiamata appendice vermiforme).
L’appendice è una borsa grande come un dito attaccata all’intestino crasso e collocata nell’area inferiore destra dell’addome.
I sintomi dell’appendicite comprendono: dolore addominale, inappetenza, nausea, vomito, stitichezza o diarrea, incapacità di espellere gas, qualche linea di febbre e gonfiore addominale.
Il dottore può diagnosticare la maggior parte dei casi di appendicite con un’anamnesi medica personale ed eseguendo una visita. A volte le prove di laboratorio e gli imaging test servono a confermare la diagnosi.
Di solito l’appendicite viene curata rimuovendo l’appendice.
L’appendicite è un’emergenza medica che richiede cure immediate.
Che cos’è l’appendicite?
L’appendicite è un doloroso gonfiore provocato da un’infezione dell’appendice.

Che cos’è l’appendice?

L’appendice è una borsa grande come un dito facente parte dell’intestino crasso e collocata nella parte inferiore destra dell’addome. Non è ancora del tutto chiarito il suo funzionamento, anche se alcune teorie ipotizzano che svolga un ruolo di secondo piano nel sistema immunitario, diffuso è il parere secondo cui sia del tutto inutile.

La rimozione dell’appendice non sembra influire in alcun modo sulla salute di una persona.

Che cosa causa l’appendicite?
Un’ostruzione del lume (l’interno dell’appendice) può causare appendicite. Il muco prodotto retrocede nel lume causando la moltiplicazione dei batteri che normalmente si trovano all’interno dell’appendice. La conseguenza è che l’appendice si gonfia e viene infettata.

Fonti di ostruzione possono essere:

feci,
parassiti,
crescita anormale del tessuto linfatico (per esempio a causa del morbo di Crohn),
corpi estranei o noccioli (uva, ciliege, peperoni),
tumori.

Un’appendice infiammata probabilmente scoppierà se non viene rimossa. Scoppiando diffonderebbe l’infezione dappertutto nell’addome, causando peritonite.

A chi può capitare?
Tutti possono essere soggetti all’appendicite, ma è più comune in persone tra i 10 e i 30 anni di età.

Quali sono i sintomi dell’appendicite?
La maggior parte delle persone con appendicite manifesta i classici sintomi che qualsiasi dottore può facilmente identificare.

Il sintomo principale è dolore addominale, di solito improvviso, spesso inducendo una persona a svegliarsi di notte: si avverte prima di ogni altro sintomo, inizia vicino all’ombelico e continua più in basso e verso destra. E’ un dolore nuovo e diverso da ogni altro dolore avvertito prima d’ora, peggiora nel giro di poche ore e aumenta d’intensità muovendosi, facendo profondi respiri, tossendo o starnutendo.

Altri sintomi dell’appendicite possono essere:

inappetenza,
nausea,
vomito,
stitichezza o diarrea,
incapacità di espellere gas,
qualche linea di febbre che segue altri sintomi,
gonfiore addominale,
sensazione che la defecazione allevierà il disagio.

Sintomi che variano e che possono mimetizzarsi con altre cause di dolori addominali includono:

ostruzione intestinale,
malattie infiammatorie dell’intestino,
malattie infiammatorie pelviche e altri disturbi ginecologici,
aderenza intestinale,
stitichezza.

Come viene diagnosticata l’appendicite?

Un dottore o un altro operatore sanitario può diagnosticare la maggior parte dei casi di appendicite prendendo un’anamnesi medica personale ed eseguendo delle visite mediche. Se una persona presenta i classici sintomi il dottore potrebbe consigliare un immediato intervento chirurgico per rimuovere l’appendice prima che scoppi. Nel caso in cui una persona non presenti la tradizionale sintomatologia, si potrebbe ricorrere a prove di laboratorio e test diagnostici per confermare la diagnosi di appendicite. Le analisi potrebbero anche aiutare a diagnosticare l’appendicite in persone incapaci di descrivere adeguatamente i loro sintomi, come bambini o persone con danni al cervello.

Durante la visita il medico farà delle specifiche domande riguardo i sintomi e lo stato di salute in generale. Le risposte a queste domande aiuteranno ad escludere altre condizioni. Successivamente verrà valutato quando è iniziato il dolore e la sua esatta collocazione e gravità. Può essere utile sapere quando gli altri sintomi sono comparsi

I dettagli sul tipo di dolore addominale sono la chiave per diagnosticare l’appendicite. Il medico valuterà il dolore toccando o facendo pressione su specifiche zone dell’addome, reazioni che possono essere segno di appendicite sono:

Contrattura di difesa addominale. La contrattura di difesa addominale avviene quando una persona tende i muscoli addominali durante una visita.
Il dottore farà un esame sulla sensibilità al rilascio facendo pressione con le mani sull’addome e poi rilasciando. Una persona potrebbe anche avvertirla come dolore quando l’addome viene urtato, per esempio quando urta contro qualcosa o subisce un colpo.
Manovra di Rovsing. Con le dita e il palmo della mano si esercita una pressione sull’addome a livello della fossa iliaca sinistra. Quindi la mano viene spostata progressivamente verso l’alto a comprimere il colon discendente. Se la manovra evoca dolore nella fossa iliaca destra si dice positiva ed è un segno, incostante, di appendicite acuta.
Manovra di Psoas. Il muscolo destro psoas investe la pelvi vicino all’appendice. Flettendo questo muscolo si avvertirà dolore addominale se l’appendice è infiammata. Il dottore può valutarlo facendo resistenza con il ginocchio destro quando il paziente cerca di alzare la gamba destra mentre si sta sdraiando.
Sintomi del muscolo otturatore. Anche il muscolo otturatore destro passa vicino all’appendice. Il dottore fa un’analisi sui sintomi del muscolo otturatore chiedendo al paziente di sdraiarsi con la gamba destra piegata al ginocchio. Muovendo il ginocchio piegato a sinistra e a destra è costretto a flettere il muscolo otturatore avvertendo cosi dolore addominale se l’appendice è infiammata.
Alle donne in età feconda potrebbe essere chiesto di sottoporsi a un esame pelvico per escludere problemi ginecologici, che a volte causano dolori addominali simili all’appendicite.
Il dottore potrebbe anche esaminare il retto che può essere sensibile all’appendicite.
Test di laboratorio ed altri esami
Gli esami del sangue servono a verificare segni di infezione, come ad esempio un alto livello di globuli bianchi. Gli esami del sangue possono anche mostrare disidratazione o squilibrio di fluidi e di elettroliti. L’analisi delle urine serve a escludere un infezione del tratto urinario. Il dottore può anche prescrivere un test di gravidanza per le donne.

Una tomografia computerizzata (CT), tramite le immagini del corpo, può aiutare a diagnosticare l’appendicite e altre fonti di dolore addominale. L’ultrasuono è a volte utilizzato per cercare i segni di appendicite, soprattutto in persone molto magre o giovani. Una radiografia addominale è raramente utile per diagnosticare l’appendicite, ma può essere usata per cercare altre fonti di dolore addominale. Le donne in età fertile dovrebbero fare un test di gravidanza prima di sottoporsi a una radiografia o a una tomografia computerizzata, poiché l’uso di radiazioni potrebbe essere dannoso per il feto.

Terapia dell’appendicite
L’appendicite è un’emergenza medica che richiede cure immediate. Chiunque pensi di avere l’appendicite deve consultare il proprio dottore o recarsi al pronto soccorso immediatamente. Una rapida diagnosi riduce le probabilità che l’appendice scoppi, migliorando cosi il tempo di guarigione.

Di solito l’appendicite viene curata rimuovendo chirurgicamente l’appendice. Se si sospetta un’appendicite, spesso il dottore consiglia un intervento chirurgico senza eseguire approfondite analisi diagnostiche. Un immediato intervento chirurgico ridurrà la possibilità che l’appendice scoppi.

L’intervento chirurgico per rimuovere l’appendice viene chiamato appendicectomia e può essere eseguito in due modalità.

Il metodo più vecchio prevede una laparotomia, con cui si rimuove l’appendice attraverso una singola incisione nell’area inferiore destra dell’addome.
Il nuovo metodo è chiamato video-laparo-appendicectomia, con cui vengono eseguite diverse incisioni più piccole usando speciali strumenti chirurgici appositi per le incisioni per rimuovere l’appendicite. L’intervento chirurgico laparoscopico è causa di meno complicazioni, come infezioni post-operatorie, e permette una ripresa in un tempo inferiore.
Occasionalmente un intervento chirurgico rivela una appendice sana. In tali casi molti chirurghi rimuovono comunque l’appendice per evitare una futura possibilità di appendicite. Raramente un intervento chirurgico rivela un problema diverso, che può anche essere risolto durante la stessa operazione.

A volte intorno all’appendice scoppiata si forma un ascesso, chiamato ascesso appendicolare. Un ascesso è una massa piena di pus che viene causata dal tentativo del corpo di impedire all’infezione di diffondersi. L’ascesso può essere trattato durante l’intervento o, più comunemente, drenato prima dello stesso. Per drenare un ascesso viene collocato un tubo al suo interno attraverso la parete addominale, la tomografia computerizzata viene usata per trovare il punto preciso. Il tubo del drenaggio viene lasciato nel punto per circa 2 settimane, mentre gli antibiotici vengono dati per curare l’infezione. Da 6 a 8 settimane più tardi, quando l’infezione e l’infiammazione sono sotto controllo, viene eseguito l’intervento chirurgico per rimuovere ciò che rimane dello scoppio dell’appendice.

La cura senza intervento chirurgico può essere fatta se questo non è possibile, se una persona non sta abbastanza bene da potersi sottoporre ad un’operazione per esempio. Alcune ricerche suggeriscono che l’appendicite può migliorare senza interventi chirurgici. Una cura senza intervento chirurgico include antibiotici per curare l’infezione ed una dieta di liquidi o leggera affinchè l’infezione guarisca. Una dieta leggera è povera di fibre e passa facilmente nel tratto gastrointestinale.

Con le cure adeguate la maggior parte delle persone guarisce dall’appendicite e non ha bisogno di apportare cambiamenti nella propria dieta, nell’esercizio fisico o nello stile di vita. La completa guarigione dall’intervento chirurgico avviene in 4-6 settimane. La limitata attivita fisica durante questo periodo serve alla guarigione dei tessuti.

Si consiglia sempre di parlarne al proprio medico curante .

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21/02/2011 scritto da BAT-ENZO