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L’APPARATO SCHELETRICO

LE OSSA

Costituite da calcio e fosforo, rappresentano la struttura più dura e resistente dell’organismo
umano. Proprio per tale motivo, le ossa (fig. 13) svolgono un’azione
importantissima, quale quella di proteggere:
• Cervello e cervelletto (con la scatola cranica),
• Cuore e Polmoni (con la gabbia toracica),
• Midollo spinale (con la colonna vertebrale).
Si distinguono:
a) ossa lunghe,
b) ossa corte,
c) ossa piatte,
ciascuna con delle caratteristiche proprie.
• Le ossa lunghe (femore, tibia, omero, etc.) sono caratterizzate da una parte
lunga, detta diafisi, che costituisce il corpo dell’osso, e da due parti periferiche,
arrotondate, dette epifisi, impegnate ad articolarsi con altre ossa vicine. La diafisi
è costituita da una struttura ossea compatta, mentre a livello delle epifisi, si ritrova
invece una struttura spugnosa.
• Nelle ossa corte (vertebre, ossa della caviglia, etc.), invece, sono uguali le dimensioni
di larghezza e lunghezza.
• Nelle ossa piatte (scapola, ossa parietali, osso occipitale, etc) lo spessore è inferiore
alla lunghezza ed alla larghezza.



 

All’interno dell’osso, inoltre si trovano
• midollo rosso
• midollo giallo:
il primo localizzato a livello delle epifisi delle ossa lunghe e della parte centrale delle
ossa piatte, produce globuli rossi, alcuni tipi di globuli bianchi e piastrine; il secondo
invece, localizzato nella diafisi delle ossa lunghe, è ricco di grassi. Col passare del
tempo, il midollo rosso perde la sua attività di produttore delle cellule sanguigne e si
trasforma in midollo giallo.
Grazie ad una serie di stimoli (ormoni, calcio, vitamine, etc.) le ossa crescono sia in
lunghezza che in larghezza. Per comprendere bene l’accrescimento osseo, bisogna
ricordare che esistono due tipi di cellule, con funzioni opposte:
• osteoblasti, che consentono l’accrescimento osseo e la guarigione in caso di frattura,
con formazione del cosiddetto callo osseo;
• osteoclasti, che contrastano la fase di accrescimento, erodendo l’osso dal suo
interno.
Qualora l’attività degli osteoblasti non fosse controbilanciata da quella degli osteoclasti,
si comprende bene che, accrescendosi le ossa sia in lunghezza che in larghezza,
sarebbe impossibile qualsiasi movimento da parte del soggetto.
Tra le caratteristiche dell’osso, ricordiamo la resistenza infine ai traumi, determinata
dalla consistenza e dalla composizione dell’osso stesso: infatti è stato precisato che
esso può resistere ad un carico di circa 400 Kg/cm2!


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02/02/2011 scritto da BATENZO