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DIETA E SALUTE

Il carotene, elisir di lunga vita

02 DEC 10 - Una nuova ricerca americana mette in luce le straordinarie proprietà del carotene, una sostanza fondamentale per vivere a lungo, sani e in forma


La carota non fa bene solo alla vista

Vivere sani, in forma e il più a lungo possibile è il sogno di tutti. Per ottenere questo risultato dobbiamo affidarci alla bacchetta magica? No, il segreto è nell'alfa-carotene (una delle due forme del carotene; l'altra è il beta-carotene), un anti-ossidante presente nella carota e in tutte le verdure di colore rosso e arancio. Grazie all'alfa-carotene il corpo è in grado di produrre la vitamina A, fondamentale sia per il corretto funzionamento dell'occhio che nella divisione cellulare.

Carote e frutti rossi regalano longevità e salute

In uno studio pubblicato dalla rivista Archives of Internal Medicine (JAMA), un gruppo di ricercatori statunitensi ha sostenuto che alti livelli di alfa-carotene nel sangue sembrano essere associati a una riduzione di cancro e malattie croniche. Le analisi che hanno dimostrato le proprietà benefiche del carotene e di altri composti anti-ossidanti sono state effettuate su un campione di circa 15000 persone. Gli individui sottoposti allo studio sono stati monitorati attraverso una visita medica e un'analisi del sangue per un periodo di circa sei anni. Attraverso un ampio studio statistico è emerso che il rischio di morte risultava nettamente inferiore in quelle persone che avevano livelli elevati di alfa-carotene nel sangue.

Oltre alla carota servono pomodori e pompelmo

L'elisir di lunga vita non si ferma al solo alfa-carotene ma è frutto di un cocktail di agenti anti-ossidanti. Infatti, come dichiarano gli autori dello studio, gli effetti ottenuti mangiando alimenti ricchi di queste sostanze sono dovuti all'effetto combinato di alfa-carotene, beta-carotene e licopene (anche questo è un carotenoide presente soprattutto nei pomodori e nel pompelmo). Per vivere più a lungo non ci resta dunque che mettere in tavola frutta e verdura!

 


La dieta per vincere colesterolo e soprappeso

26 NOV 10 - Occorre combattere il soprappeso non solo per motivi estetici; i chili di troppo
e il colesterolo cattivo affaticano cuore arterie predisponendo a infarti e ictus: ci salva la dieta giusta




Il sovrappeso è un fattore di rischio: quando i chili in più si legano al colesterolo cattivo (LDL) alto, colesterolo buono (HDL) basso, ipertensione, glicemia e trigliceridi alti si parla di sindrome metabolica a elevata probabilità di infarto cardiaco e ictus cerebrale. Inoltre, il sovrappeso nella regione addominale (la cosiddetta pancia grossa, la pancetta e le maniglie dell'amore sui fianchi) è pericoloso per il cuore: l'adipe in questa zona del corpo produce sostanze infiammatorie che intaccano le pareti interne delle coronarie. Quindi, se desideriamo vivere bene e a lungo, dobbiamo necessariamente ridurre i fattori di rischio cardiovascolare sui quali possiamo agire: fumo, ipertensione, diabete, sedentarietà, colesterolo LDL (cattivo) e sovrappeso. E ricordiamo che un'alimentazione sana e bilanciata è la prima forma di prevenzione del rischio cardiovascolare.

Arance, broccoli e kiwi: tre cibi antigrassi


Contengono ottime quantità di vitamina C, fondamentale per contrastare il colesterolo cattivo e per la sua azione antiossidante che permette di eliminare con maggior facilità il sovrappeso accumulato.

Con i betaglucani eviti gli accumuli di grassi "cattivi"

I betaglucani sono fibre (polisaccaridi) presenti nella crusca dei chicchi di cereale, soprattutto in orzo e avena e, in quantità decisamente minore, in segale e frumento. Un crescente numero di scoperte indica che queste fibre possono influire sul benessere e sulla salute. In particolare, i betaglucani sono stati studiati per i loro effetti sui livelli di colesterolo LDL (cattivo), che sono in grado di ridurre in modo significativo. La loro azione consiste nel limitare l'assorbimento intestinale di colesterolo e acidi biliari. Inoltre, i batteri intestinali li fanno fermentare, trasformandoli in acidi grassi a catena corta, i quali, una volta assorbiti, inibiscono la sintesi epatica di colesterolo. Diversi studi hanno inoltre dimostrato che i betaglucani dell'avena prevengono l'intolleranza agli zuccheri e, quindi, contribuiscono a regolarizzare l'indice glicemico evitando rallentamenti del metabolismo dovuti all'aumento dell'insulina nel sangue (prodotta per metabolizzare il glucosio), a tutto vantaggio della linea e della salute.

L'orzo integrale riduce colesterolo e girovita

A cosa si devono queste proprietà? Ai betaglucani che contiene. Per usufruirne, portalo in tavola 3-4 volte a settimana, in zuppe, minestre o cucinato come un risotto. Ottimo anche quello solubile, da usare come bevanda rinfrescante e salutare.

Con fitosteroli abbassi il colesterolo LDL (cattivo) fino al 10%

I fitosteroli sono steroli vegetali presenti negli oli vegetali. Sono simili al colesterolo, sebbene quest'ultimo non sia presente nel mondo vegetale, e non vengono sintetizzati dall'organismo umano, ma possono solo essere introdotti con la dieta. Il consumo di steroli vegetali nella dieta occidentale varia approssimativamente da 200 a 400 mg/al dì, ed è più elevato nei vegetariani. Studi scientifici hanno dimostrato che, assumendo con regolarità due grammi di steroli vegetali al giorno per tre settimane, è mediamente possibile ridurre il colesterolo "cattivo" del 10%. Il consumo di cibi contenenti fitosteroli ha, quindi, un effetto protettivo sull'apparato cardiocircolatorio, e anche sul cervello. Gli steroli vegetali derivano da oli vegetali (che includono olio extravergine d'oliva, di semi di soia, di riso, di noci) e verdure (i contenuti più elevati si riscontrano in broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, olive verdi e nere). Per potenziare l'effetto di un'eventuale integrazione di steroli vegetali si consiglia di associarli a una dieta bilanciata e ricca di fibre. Gli steroli non devono, infatti, diventare un pretesto per mangiare salsicce con uova fritte...

I sostituti del pasto per ripulire il sangue e combattere il sovrappeso

In alcuni casi i sostituti dei pasti contengono grassi idrogenati, oggi riconosciuti come una delle cause degli alti livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue. Ecco perché è sempre bene leggere le etichette e preferire quelli che non li hanno. Inoltre, in commercio si trovano anche prodotti liofilizzati privi di additivi e dolcificanti, con un contenuto di carboidrati e proteine bilanciato, e ricchi di fibre, antiossidanti, vitamine e minerali in grado di ripulire il sangue dal colesterolo cattivo, senza ridurre quello buono (HDL), fondamentale per la protezione del cuore. Tali prodotti possono essere utili anche per la ridurre il soprappeso.

Un risotto al radicchio per proteggere cuore e arterie

Usa il riso semintegrale, che apporta fibre anticolesterolo, e radicchio rosso che fornisce potenti antiossidanti salva arterie. E consumalo 2-3 volte a settimana!

Preparazione: pulite una cipollina e tritatela finemente con la mezzaluna o con il mixer, mettetela in un tegame con mezzo bicchiere di brodo caldo, fate rosolare a fuoco medio e poi aggiungete 1 cespo di radicchio rosso trevigiano pulito e tagliato a listarelle. Aggiungete 140 g di riso semintegrale e fatelo tostare finché diventa trasparente, mescolandolo in continuazione per non farlo attaccare; aggiungete poco brodo caldo per volta e portate il riso a cottura.

 


La dieta antietà

Dal risotto con la zucca alle seppie grigliate: ecco la dieta per chi vuole mantenersi giovane
 e in linea, sfruttando l’effetto antiage dei carotenoidi


Quando si manifesta l'invecchiamento

Tra i 35 e i 50 anni si evidenziano modificazioni obiettive dell'organismo umano, per esempio la diminuzione del tessuto muscolare con un aumento parallelo dell'adipe, che prende il posto della massa magra (i muscoli), l'indebolimento di alcuni organi e apparati... Tuttavia l'invecchiamento è costituito da eventi che possono essere rallentati, una volta identificate le cause, a tutto vantaggio del corpo e della mente. Seguici e scopri con noi la dieta antietà...

Le cause dell'invecchiamento

I primi responsabili dell'invecchiamento psicofisico sono alcuni ormoni, come gli estrogeni, il testosterone, il DHEA (deidroepiandrosterone), l'ormone della crescita (GH) ecc. Gli ormoni regolano infatti quasi tutti i processi biologici del nostro organismo: dal metabolismo al sonno, dalla qualità della pelle alla sessualità, al colesterolo, al sistema immunitario, solo per citarne alcuni. Durante l'adolescenza, la produzione di ormoni raggiunge il suo culmine, per poi iniziare a diminuire. Ciò dà l'avvio al deterioramento dell'organismo chiamato "invecchiamento". Quali sono i primi segni di tale situazione?

In genere verso i quarant'anni si manifesta una diminuzione dell'energia vitale, un calo del desiderio sessuale, la comparsa delle prime rughe e un aumento di adipe, che diventa sempre più difficile da smaltire... Dobbiamo però ricordare che su questo processo influiscono anche numerosi fattori esterni, come l'alimentazione, l'ambiente in cui si vive, il fumo... che aumentano i radicali liberi portandoli all'eccesso, prima causa dello stress ossidativo.

Una dieta ricca di carotenoidi rallenta l'invecchiamento

I carotenoidi sono un gruppo di pigmenti di colore giallo, arancio e rosso. Il 10% circa dei carotenoidi può essere trasformato in vitamina A. Secondo studi recenti, una quantità adeguata di caroteni protegge pelle e occhi dai danni, e contribuisce a prevenire alcuni tipi di tumori, problemi cardiocircolatori e malattie legate all'invecchiamento. Esistono circa 600 diversi carotenoidi. I vegetali a foglia verde contengono soprattutto luteina e zeaxantina; carote, arance, zucche, peperoni e patate dolci contengono caroteni. Il pomodoro è particolarmente ricco di licopene, che si attiva soprattutto dopo una breve cottura dell'ortaggio, così come accade anche per il betacarotene, presente per esempio nelle carote. Leutina e licopene, inoltre, vengono assimilati meglio se assunti contemporaneamente a un alimento che contiene grassi.

Vediamo qui di seguito alcuni carotenoidi presenti negli ortaggi

- Alfacarotene: si trova in albicocche, zucche, patate dolci, broccoli, cavoli, fagioli, kiwi, lattuga, spinaci, mango, papaia, carote, prugne. Protegge l'organismo dalle sostanze cancerogene.

- Betacarotene: si trova negli ortaggi sopra indicati e pure in spinaci, pomodori, arance. Neutralizza i radicali liberi, protegge dal cancro al seno, allo stomaco, al polmone, alla bocca, alla pelle.

- Licopene: si trova in pomodori, pompelmo rosa, anguria, papaia, albicocche. È utile nella prevenzione del cancro alla prostata, al pancreas, ai polmoni, alla cervice; previene anche l'infarto del miocardio.

- Luteina: si trova in mango, papaia, zucche, kiwi, papaia, prugne, fagioli, spinaci, broccoli, arance, carote, tuorlo d'uovo. Protegge le membrane cellulari. Come antiossidante è più efficace dell'alfa e betacarotene. È utile nella prevenzione del cancro al colon e al polmone; protegge dai raggi ultra-violetti e dalla cataratta.

- Zeaxantina: si trova in pesche, albicocche, arance, papaia, prugne, zucche, mango, kiwi, melone, mais. Protegge dai raggi ultra-violetti e dalla cataratta.

- Betacriptoxantina: si trova in arance, pesche, albicocche, limoni, prugne, papaia. Riduce il rischio di cancro al polmone, alla vescica e al colon, e di sviluppare artrite reumatoide.

Menu antietà d'autunno

Colazione
- 1 tazza di tè con 1 cucchiaino di miele
- 3 fette biscottate con 4 cucchiaini di cotognata

Spuntino
- 1 arancia

Pranzo
- Insalata di crudité condita con 1 cucchiaino di olio d'oliva extravergine e 2 cucchiaini di succo di limone
- Risotto con la zucca (80 g di riso parboiled, 200 g di zucca, 1 litro e mezzo di brodo vegetale, 2 cucchiaini di olio d'oliva extravergine, rosmarino)

Merenda
- 4 biscotti di farro
- 1 tazza di caffè d'orzo

Cena
- 200 g di seppie grigliate con 1 cucchiaino d'olio d'oliva extravergine
- 250 g di cicoria lessata e saltata con 1 cucchiaino d'olio d'oliva extravergine
- 70 g di pane integrale o di segale

Ricetta: risotto con la zucca

Fate saltare la zucca tagliata a dadini con 2 cucchiaini d'olio d'oliva extravergine e alcune foglioline di rosmarino, quindi aggiungete il riso parboiled e continuate a mescolare per 2-3 minuti. Aggiungete un mestolo di brodo vegetale e portate a termine la cottura aggiungendo poco per volta il restante brodo.

Se pranzi fuori casa

- Un panino con bresaola e verdure grigliate
- 2-3 fette d'ananas



La dieta contro l’insonnia

Dalla colazione alla cena, i consigli giusti per scacciare l’insonnia

L'insonnia si può combattere a tavola

Se l'insonnia è un tuo problema, ti proponiamo un menu completo (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena) che può aiutarti a sconfiggerla. In linea generale, soprattutto per il pasto serale, occorre scegliere legumi, uova bollite, carne di pollo o tacchino, pesce, semi oleosi, yogurt e formaggi freschi. Tutti questi alimenti sono utili per favorire la produzione di serotonina, l'ormone che rilassa e aiuta il sonno. La serotonina aumenta anche con il consumo di pane, pasta e alimenti con zuccheri semplici, come la frutta dolce di stagione e il miele. Tra le verdure, al primo posto tra gli ortaggi utili contro l'insonnia troviamo la lattuga, seguita da radicchio rosso, cipolla e aglio, dalle spiccate proprietà sedative, ma anche zucca, rape e cavoli.

Il menu contro l'insonnia

Colazione: caffè d'orzo e latte, 5 frollini integrali e un frutto di stagione

Spuntino di metà mattina: 1 frutto di stagione.

Pranzo: 2 uova sode in insalata e 1 porzione di fusilli integrali con verdure; 1 tisana di melissa (1 cucchiaino di erba in 1 tazza di acqua calda per 5 minuti).

Merenda: i pugnetto di semi di girasole.

Cena: I porzione di tacchino cotto in padella con olio e tocchetti d'ananas, con 50 g di pane integrale e verdure cotte o crude a piacere; i tisana di passiflora (1 cucchiaino di erba in 1 tazza di acqua calda per S minuti).
 


La dieta per vincere la gastrite

La gastrite si presenta con sintomi precisi che puoi riconoscere; ecco la dieta e gli alimenti giusti per prevenire e vincere la gastrite



Gastrite: ne soffre un italiano su cinque

Secondo recenti statistiche 12 milioni di italiani hanno la gastrite e oltre un milione sono portatori di ulcera senza saperlo. La grande novità degli ultimi vent'anni, però, è che a provocare gastrite e ulcera è, in oltre il 90% dei casi, l'infezione da Helicobacter pylori. Questo è un batterio che causa la gastrite di tipo B, detta anche gastrite cronica. Questo batterio, presente in tutto il mondo, si trova nella quasi totalità dei soggetti ulcerosi e nel 60% dei soggetti con dispepsie e disturbi digestivi vari, e si trasmette per contatto diretto. Scopriamo insieme come controllarlo e vincere il mal di stomaco.

Ecco i sintomi più comuni della gastrite

-Mal di stomaco: non è forte, ma continuo e diffuso, e si attenua solo mangiando.
-Nausea: è per lo più lieve e dura tutto il giorno. Bruciore: il dolore allo stomaco peggiora anche solo bevendo un bicchiere d'acqua.
- Digestione difficile: il senso di pienezza è simile a quello provato dopo un pasto abbondante, anche se hai mangiato solo un'insalata.
- Vomito: si può scatenare tanto a digiuno quanto a stomaco pieno.
- Pancia gonfia: la digestione è difficile e si accumula troppa aria nell'intestino.
- Senso di vuoto allo stomaco: non hai fame, e avverti una sensazione simile a quella che si prova in macchina all'inizio di una brusca discesa.
- Sapore acido in bocca: di solito succede mezz'ora o un'ora dopo i pasti.
- Palpitazioni: il cuore comincia a battere forte dopo aver mangiato anche solo una caramella.
- Fitte a digiuno: dolorose, passano appena metti qualcosa nello stomaco.

Le cause principali della gastrite

L'Helicobacter pylori è tra le cause più frequenti di gastrite cronica. Il mal di stomaco può anche essere conseguenza dell'abuso di sostanze come alcol, fumo, caffeina o di una cattiva alimentazione a base di cibi grassi, che se assunti in eccesso sono in grado di distruggere lo strato protettivo della mucosa dello stomaco, rendendola più sensibile alle secrezioni acide di quest'organo. Anche l'uso di alcuni farmaci, come l'aspirina e gli antinfiammatori, e lo stress possono provocare gastrite.

Che cosa serve al tuo stomaco

Fare piccoli pasti ripartiti correttamente durante la giornata, senza saltarli e senza anticiparli o ritardarli in modo eccessivo, è la prima regola salva stomaco. Altrettanto importante è masticare lentamente e accuratamente. Queste accortezze favoriscono il processo digestivo e riducono la produzione di acidi che potrebbero essere dannosi per le mucose. È altresì importante cercare di consumare i pasti in situazioni di tranquillità: il pasto deve essere un momento piacevole e rilassante, non una corsa contro il tempo.

È inoltre salutare, dopo aver mangiato, avere un po' di tempo per rilassarsi o per fare una passeggiata a passo moderato.

Cibi Sì
Latte e yogurt parzialmente scremati; carni bianche; pesce magro; formaggi magri freschi; cibi preparati con metodi di cottura leggeri (a vapore, in padella con cotture brevi, alla griglia facendo ben attenzione a non bruciare l'alimento).

Cibi No
Cibi ricchi di grassi; carni e pesci grassi o conservati (sotto sale, sott'olio, affumicati ecc.); formaggi grassi (soprattutto quelli fermentati come il gorgonzola); intingoli vari; bevande alcoliche (specie i superalcolici), caffè, bibite gassate.

È importante sapere che...

- L'eccesso di cibo stimola una superproduzione di succhi gastrici ed esercita una pressione sullo stomaco facilitando il reflusso acido.
- Anche saltare i pasti può essere nocivo: alle ore canoniche lo stomaco secerne acidi, e se resta vuoto il cibo non può assorbirli. Il peggio poi è riempire il buco con aperitivi, noccioline, patatine fritte, merendine e simili, tutti causa di acidità gastrica.
- I cibi grassi, l'alcol e la cioccolata tendono a far refluire i succhi gastrici, mentre gli alimenti troppo caldi o troppo freddi e quelli salati (insaccati, conserve, sottaceti, cibi affumicati e molti formaggi) tendono a eccitare la secrezione gastrica.
- Le sigarette favoriscono bruciore e rigurgiti acidi.

Il piatto antigastrite: carote in casseruola con pane di segale

Ricetta per 2 persone
Affetta finemente 500 g di carote e falle cuocere in acqua in ebollizione finché siano tenere. Quindi frullale con poca acqua di cottura. Versa il purè ottenuto in una casseruola con una noce di burro e fai scaldare. Servi con pane di segale.

Perché ti fa bene
La segale, sconsigliata in fase acuta, è tuttavia adatta per la prevenzione della gastrite grazie alle sue proprietà depurative, regolatrici dell'intestino e antistress. Le carote ben cotte sono utili per assorbire l'eccesso di acidi prodotti dallo stomaco durante la digestione, quindi questi ortaggi hanno un buon effetto antinfiammatorio e antigastrite.

Un'alternativa: succo di carote
Da preparare con la centrifuga e da diluire con acqua. Per arricchirlo, aggiungi erbe aromatiche e una presa di curcuma.
 



Controllare l’indice glicemico dei cibi è fondamentale se vogliamo mantenerci in salute e in linea: ecco tre menu equilibrati



Attenzione all'indice glicemico!

Quando, attraverso la dieta, si immettono nell'organismo carboidrati, si provoca un innalzamento di glucosio (zucchero) nel sangue; per compensare tale innalzamento, il pancreas secerne un ormone, l'insulina, che abbassa la glicemia e stimola l'immagazzinamento delle scorte (come cellule adipose).

Il potenziale "glicemizzante" di un carboidrato, cioè la sua capacità di indurre una produzione di insulina come reazione alla sua assunzione, viene misurato con l'"indice glicemico" (IG). Quanto più elevato è l'indice glicemico di un cibo, tanto più elevata è la quantità di insulina che viene prodotta. Un cibo simile aumenta il rischio di accumulare adipe, ma anche di diventare diabetici. Frutta e verdura sono caratterizzate di solito da un medio o basso indice glicemico, mentre pane, pasta, cereali in genere e amidi presentano un indice elevato, soprattutto se raffinati, cioè privati della loro fibra naturale. Saper scegliere e combinare gli alimenti in base al loro indice glicemico aiuta a prevenire l'iperglicemia e l'aumento di peso.
Scopri con noi come fare.

Noci, pesce e olio d'oliva: le migliori fonti di grassi sani
Eliminare i grassi dalla dieta è un grave errore, poiché contribuiscono a far assorbire meno zuccheri. I migliori da portare in tavola? Quelli della frutta oleosa, del pesce e dell'olio d'oliva extravergine e di quello di lino, che hanno anche funzioni protettive di cuore, cervello e sistema nervoso.

Le proteine più adatte per vincere il sovrappeso e ridurre il rischio diabete

Le proteine più adatte per chi tende ad avere alti livelli di zuccheri nel sangue sono quelle contenute in pesce, tacchino, pollo, albume dell'uovo e tofu, perché i grassi saturi (dannosi per cuore e cervello) che le accompagnano sono pochi o nulli. L'effetto delle proteine è quello di stimolare il glucagone, un ormone che permette di bruciare il grasso accumulato.

L'effetto del glucagone è quello di indurre il fegato a rilasciare lo zucchero nel flusso sanguigno in modo da poterlo utilizzare come combustibile per le attività fisiche (e quindi eliminarlo!).

Come costruire il tuo menu quotidiano a basso IG.

Tre esempi pratici

Per due settimane, adotta i nostri tre menu a rotazione, oppure creane altri tenendo conto degli esempi proposti. Oltre a dimagrire, terrai maggiormente sotto controllo il tuo indice glicemico (IG).

Menu a base di pesce
- Colazione: 1 arancia; 30 g di salmone affumicato; 30 g di pane di segale; 1 yogurt fresco e magro.
- Spuntini: 1 mela e 5 noci a metà mattina; 1 pera e 1 yogurt fresco e magro a metà pomeriggio.
- Pranzo: 60 g di pasta al dente condita con tonno (80 g), pomodoro, acciughe (2 filetti) e 2 cucchiaini di olio di lino.
- Cena: 150 g di pesce spada alla griglia; 50 g di pane integrale e un'insalata di radicchio.

Menu a base di carne
- Colazione: 1 pompelmo rosa; 50 g di fesa di tacchino; 1 yogurt fresco e magro; 30 g di pane di kamut.
- Spuntini: 1 fetta di pane integrale tipo toast e 1 fetta di prosciutto cotto a metà mattina; 70 g di ricotta con 2 cucchiaini di cacao amaro a merenda.
- Pranzo: 150 g di pollo arrosto; 1 arancia; 30 g di pane integrale; 5 mandorle.
- Cena: 40 g di prosciutto crudo; 50 g di mozzarella; 50 g di pane integrale; 100 g di ananas.

Menu vegetariano
- Colazione: 150 g di tofu cotto alla piastra; 1 mela; 1 bicchiere di latte; 30 g di pane di kamut.
- Spuntini: 1 pera e 20 g di parmigiano a metà mattina; 2 frollini d'avena e una tazzina di latte macchiato a metà pomeriggio.
- Pranzo: 1 hamburger di soia; 50 g di pane di segale; un'insalata di cavolo.
 




    Via stanchezza, sovrappeso e stipsi con la dieta anti acidosi


 - Dolori articolari, stanchezza, stitichezza e sovrappeso sono spesso i sintomi dell’acidosi, cioè di un eccesso di acidità nell’organismo; ecco come combatterla

L'acidosi

Dolori articolari, sovrappeso difficile da riequilibrare, stitichezza, stanchezza che non passa anche quando ci si riposa... potrebbe essere tutto causato da una condizione di acidosi, vale a dire la disposizione dell'organismo a sviluppare troppa acidità. E questo accade spesso, soprattutto a causa della nostra dieta quotidiana. I cibi raffinati, la poca verdura e frutta nell'alimentazione sono infatti la causa primaria di questo problema oggi assai diffuso. Seguici e scopri con noi cosa fare in caso di acidosi...

Sintomi principali di acidosi

Questi sono i sintomi con cui si presenta l'acidosi: insonnia, ritenzione idrica, occhi infossati, artrite reumatoide, emicranie, pressione sanguigna anormale, feci secche, dure e maleodoranti accompagnate da una sensazione di bruciore all'ano, stipsi alternata a diarrea, difficoltà di deglutire, bruciore alla bocca e/o sotto la lingua, denti sensibili all'aceto e alla frutta acida e bozze sulla bocca o sulla lingua.

Possibili cause dell'acidosi

Ecco le cause più comuni dell'acidosi: Cattiva alimentazione (eccessi di dolci, sale, fast food, grassi saturi ecc.); obesità; emozioni e stati d'animo come rabbia e paura; stress; anoressia; tossiemia; febbre; eccesso di niacina e/o vitamina C; assunzione di alcuni farmaci, per esempio l'aspirina; disturbi ai reni, al fegato e surrenali.

Sebbene possa sembrare che gli agrumi abbiano un effetto acido sul corpo, l'acido citrico che contengono in realtà ha un effetto alcalino sul sistema e trasforma l'anidride carbonica in acqua. Per il trattamento dell'acidosi, cominciate prendendo piccole quantità di agrumi che aumenterete gradualmente.

TEST acido e alcalino

Con questo test potrete determinare se i liquidi del vostro organismo sono troppo acidi o troppo alcalini.

Acquistate della carta nitrazina e applicatevi saliva e/o urina. Eseguite il test sempre prima di mangiare, oppure almeno un'ora dopo aver mangiato. La carta cambierà colore indicando se il vostro sistema è troppo acido o troppo alcalino. La cartina di tornasole rossa diventa azzurra in presenza alcalina, mentre quella azzurra diventa rossa in presenza acida.

L'acqua è neutra con un pH di 7,0. Qualsiasi cosa con un pH sotto il 7,0 è acida, mentre qualsiasi cosa sopra il pH 7,0 è alcalina. Il tasso ideale di pH per la saliva e l'urina è da 6,0 a 6,8. Il nostro corpo è per natura un po' acido, quindi i valori inferiori a un pH 6,3 devono venire considerati troppo acidi, e i valori superiori a un pH 6,8 troppo alcalini.

In base al risultato del vostro test, consumate gli alimenti elencati qui di seguito.

Se il test indica un estremo o l'altro, evitate gli alimenti che formano liquidi acidi o alcalini fino a quando un test successivo dimostrerà il ritorno alla normalità. Gli alimenti che producono alcalinità dovrebbero essere consumati quando il corpo è troppo acido (pH sotto il 7), e gli alimenti che formano acidità quando il pH è troppo alcalino. Alimenti a bassi livelli acidi e bassi livelli alcalini sono considerati neutri.
 

Alimenti a contenuto acido
alcol
asparagi
cacao
caffè
carne
cavolini di Bruxelles
ceci
crauti
fagioli
farina d'avena
farina di mais
farinacei
ketchup
latte
legumi
molluschi
olive
pasta
peperoni
pesce
pollame
senape
tagliatelle

uova
zucchero
Alimenti a basso contenuto acido
burro
cereali (la maggior parte)
formaggio
frutta (in scatola/glassata)
frutta (secca solforata)
gelato al latte (fatto in casa)
gelato di crema
noce di cocco (essiccata)
semi e noci (la maggior parte)

Alimenti a contenuto alcalino

Albicocche
arance
avocado
datteri
frutta
limoni
mais
melassa
meloni
miele
miglio
pompelmo
sciroppo d'acero
soia
uva
uva secca vegetali


Alimenti a basso contenuto alcalino

castagne
fagioli lima
grano saraceno
latticini fermentati
mandorle
melassa (l'estratto)
miglio
noce di cocco (fresca)
noci brasiliane


Nota. Le prugne secche, i mirtilli neri e le susine formano acidità, predisponendo l'organismo a questa condizione. I frutti crudi diventano acidi se viene loro aggiunto zucchero, come tutti gli altri alimenti. Formano acidi anche alcol, farmaci, aspirina, tabacco e aceto.

Integratori consigliati

- Kelp: 5 compresse al giorno. Riduce gli acidi nel corpo. Aiuta a mantenere un corretto equilibrio minerale.

- Potassio: 1 fiala di oligoelemento, la mattina a digiuno. Incrementa il metabolismo. Aiuta a mantenere il giusto pH nel sangue.

- Vitamina A: 50.000 UI per 1 mese, quindi ridurre a 25.000 UI.

- Complesso vitaminico B: 100 mg 2 volte al giorno.

Erbe

Assumere 30 gocce di soluzione idroalcolica di luppolo in un po' di acqua, 2-3 volte al giorno all'occorrenza. Proseguire il trattamento per 2 mesi.

Suggerimenti pratici

- La dieta è importante. L'acidosi è provocata da un consumo eccessivo di proteine animali, da troppi « cibi spazzatura» e alimenti cotti. Una volta ingeriti, gli alimenti cotti e trattati diventano acidi. Riducete la quantità di carne bovina e suina.

- Evitate alimenti grassi, cereali, cracker, fagioli, farinacei, pasta, uova e zucchero.

- Le susine, le prugne secche e i mirtilli neri non si ossidano e quindi rimangono acidi nel corpo: evitateli fino a che la situazione non migliora.

- Mangiate il 50 per cento di alimenti crudi, come ananas, avocado, banane, limoni, mele, pere, pompelmi, uva e vegetali. La frutta fresca e i vegetali riducono l'acidosi.

- Consumate tutti i giorni il brodo di patate pelate.

- Esternamente, applicate delle compresse di zenzero nella zona dei reni.

- Imparate a respirare profondamente.

- Controllate il pH nella vostra urina usando il test della cartina di tornasole.
 

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07/02/2011 scritto da BATENZO